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Stampa attestazioni fiscali INPS

Con messaggio n. 1706 del 20/4/2017 l’INPS fornisce le istruzioni per il ritiro delle attestazioni fiscali relativamente ai versamenti effettuati nel 2016 per oneri da riscatto, ricongiunzione o rendita.

Tali documenti, utili per la compilazione della dichiarazione dei redditi, possono essere stampati dal portale dei pagamenti del sito www.inps.it, raggiungibile attraverso il seguente percorso: Prestazione e servizi > Tutti i servizi > Portale dei pagamenti > servizi Riscatti, Ricongiunzioni e Rendite > entra nel servizio > accedi > sezione pagamenti effettuati.

-      con codice fiscale e numero pratica sarà possibile visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una singola pratica di riscatto, ricongiunzione o rendita;

-      con l’autenticazione mediante PIN, invece, sarà possibile visualizzare e stampare l’attestazione fiscale relativa ad una o più pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendite.

                                         
   
   
   


 
L’INPS   informa inoltre che i versamenti effettuati in forma rateale dagli Enti   datori di lavoro pubblici per conto dei dipendenti iscritti alle Gestioni ex INPDAP non sono presenti   sul Portale in quanto tali Enti operano la deduzione fiscale alla fonte. I versamenti   effettuati in unica soluzione possono essere visualizzati direttamente dagli   iscritti, accedendo al sito dell’Istituto, mediante il seguente percorso:

Prestazione e servizi > Tutti i servizi > Gestione dipendenti   pubblici: servizi per Lavoratori e Pensionati > accedi> servizi GDP   > per Area Tematica > Contributi e Versamenti > Consultazione   > versamenti Consultazione. 

                                   
   

       

   
         
                 
 

Rossella Quintavalle - Consulente del Lavoro in Roma

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News del 23/4/2017 stampa attestazioni fiscali INPS

INPS: nuovi valori malattia 2017

Con circolare n 70 del 11/4/2017 l’INPS diffonde i valori utili per le prestazioni di malattia di maternità e di tubercolosi, e i salari medi e convenzionali e altre retribuzioni valevoli per il 2017. Elenchiamo i valori più comuni.

LAVORATORI ITALIANI E STRANIERI ADDETTI AI SERVIZI DOMESTICI E

FAMILIARI (maternità/paternità).

Ai fini del calcolo dell’indennità per congedo di maternità/paternità, il cui inizio si collochi nell’anno 2017, devono essere utilizzate le seguenti retribuzioni convenzionali orarie:

· euro 6,97 per le retribuzioni orarie effettive fino a euro 7,88;

· euro 7,88 per le retribuzioni orarie effettive superiori a euro 7,88 e fino a euro 9,59;

· euro 9,59 per le retribuzioni orarie effettive superiori a euro 9,59;

· euro 5,07 per i rapporti di lavoro con orario superiore a 24 ore settimanali.

LAVORATORI ISCRITTI ALLA GESTIONE SEPARATA DEI LAVORATORI AUTONOMI DI CUI ALLA LEGGE N. 335/1995.

Per l’anno 2017, per i lavoratori iscritti alla Gestione separata la misura della prestazione è pari al 50% dell’importo corrisposto a titolo di indennità per degenza ospedaliera a favore dei lavoratori iscritti alla Gestione separata. Pertanto, l’indennità di malattia viene calcolata - applicando la percentuale del 4%, del 6% o dell’8%, a seconda delle mensilità di contribuzione accreditate nei 12 mesi precedenti l’evento - assumendo a riferimento l’importo che si ottiene dividendo per 365 il massimale contributivo di cui all’art. 2, comma 18, della legge n. 335/1995, valido per l’anno di inizio della malattia.

Per le malattie iniziate nell’anno 2017, l’indennità viene calcolata su euro 274,86 (euro 100.324,00 diviso 365) e corrisponde, per ogni giornata indennizzabile, a:

· euro 10,99 (4%), se nei 12 mesi precedenti l’evento risultano accreditate da 3 a 4 mensilità di contribuzione;

· euro 16,49 (6%), se nei 12 mesi precedenti l’evento risultano accreditate da 5 a 8 mensilità di contribuzione;

· euro 21,99 (8%), se nei 12 mesi precedenti l’evento risultano accreditate da 9 a 12 mensilità di contribuzione.

Degenza ospedaliera

per le degenze iniziate nell’anno 2017, l’indennità, calcolata su euro

274,86, come sopra indicato, corrisponde, per ogni giornata indennizzabile, a:

· euro 21,99 (8%), in caso di accrediti contributivi da 3 a 4 mesi;

· euro 32,98 (12%), in caso di accrediti contributivi da 5 a 8 mesi;

· euro 43,98 (16%), in caso di accrediti contributivi da 9 a 12 mesi.

LIMITI DI REDDITO PER L’INDENNIZZABILITA’ DEL CONGEDO PARENTALE

Il valore provvisorio dell’importo annuo del trattamento minimo pensionistico per il 2016 è pari a euro 6.524,57 e tale importo è da prendere a riferimento ai fini dell’indennità per congedo parentale nei casi previsti dal comma 3, dell’articolo 34, del D. Lgs. n. 151/2001[5]. Pertanto, il genitore lavoratore dipendente che, nel 2017, chiede periodi di congedo parentale ulteriori rispetto a quelli ordinari, ha diritto all’indennità del 30% se il proprio reddito individuale è inferiore a due volte e mezzo l’importo annuo del trattamento minimo di pensione e pari a euro 16.311,43.

Valore congedo straordinario biennale retribuito

L’indennità economica spettante nei casi previsti dall’ art. 42, comma 5, Dlgs. n. 151/2001 è pari a:

Valori   massimi dell'indennità economica e della retribuzione figurativa   accreditabile

Anno

Importo complessivo annuo

Importo massimo indennità

Importo massimo retribuzione   figurativa

Annuo

Giornaliero

Annuo

Settimanale

Giornaliero

2017

47.445,82

35.674,00

97,73

35.674,00

686,03

97,73

Rossella Quintavalle

Consulente del Lavoro in Roma

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Unioni civili e ctr commercianti e artigiani

Dopo la circolare n. 38/2017 riguardante l’implicazione della recente normativa in merito alla richiesta dei permessi finalizzati all’assistenza dei familiari con grave disabilità, con circolare n. 66 del 31/3/2017, l’INPS illustra come la legge sulle unioni civili, n. 76 del 20/5/2016, ha influito sull’obbligo assicurativo presso la gestione dei lavoratori autonomi e artigiani e commercianti.

Partendo da quanto stabilito all’articolo 20 della legge sulle unioni civili le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso”, si vanno via via delineando tutti gli aspetti che coinvolgono il “coniuge” e di conseguenza le parti di un’unione civile. Nell’ambito dell’obbligo contributivo nelle gestioni autonome, dunque, risulta assicurabile anche la parte di un’unione civile che partecipa all’attività lavorativa in qualità di collaboratore del titolare d’impresa o, se l’impresa assume forma societaria, di uno dei titolari.

I conviventi di fatto sono invece esclusi dagli obblighi previdenziali della gestione autonomi in quanto gli stessi non sono considerati nè parenti nè affini rispetto al titolare d’impresa; gli stessi saranno destinatari di altri trattamenti previsti per diverse tipologie di rapporto lavorativo.

L’Istituto di previdenza si riserva, tuttavia, di tornare sull’argomento dopo che l’Autorità Finanziaria avrà fornito le indicazioni utili ai fini fiscali di tale novità.

Mio approfondimento su Guida al lavoro – Sole 24 ore – n. 16 del 14/4/2017

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